Non l’unico “per sempre”

Sino a poco tempo fa Giulia non avrebbe mai scritto un racconto sull’ amore, aveva perso la speranza e non contemplava l’ ipotesi che nelle già difficili condizioni per cui due individui devono incontrarsi , scegliersi, sintonizzarsi, armonizzarsi, confrontarsi, rientrasse l’ opzione “ti amo anche con la sclerosi  multipla”. Giulia poteva descrivere la forza che lega due sorelle, l’ impatto gigantesco dell’amicizia ma aveva smesso di credere nell’ amore o meglio in uno destinato a lei. Non ci credeva neanche quel giorno: doveva raggiungere il gate con il bagaglio e un piede che sfuggiva al suo controllo. E cosi, all’ improvviso, infuriata e stanca, sulle scale mobili, stop.

“Non puoi fermarti così, rischiavo di cadere”

“Ohi calmino, ho la sclerosi multipla” Non lo diceva mai così, di getto. Sapeva di giustificazione inutile, di vittimismo ma quel giorno era davvero arrabbiata.  

“Beh qualsiasi sia il motivo stavo inciampando. Per scusarti puoi offrirmi un caffè”

Filippo era riuscito a farla ridere a tal punto che fu impossibile non accettare l’ accordo, mancavano alcune ore al volo, lo stesso. Più parlavano, più si sfioravano con gli occhi, più percepivano una sintonia inspiegabile. Entrambi alloggiavano a Cefalù, condotti per un gioco del fato nella stessa meta per motivi di lavoro differenti. Assurda la vita, l’ imprevedibilitá con cui sa fare arrivare una diagnosi, un incontro.

“Ceniamo insieme?” “Ti va di visitare le calette?” “Sei stanca? Preferisci riposare?” “D’altronde l’ avrei chiesto anche a una persona pigra”. Non stava sminuendo, Giulia lo sapeva. Filippo aveva riposto negli archivi della memoria, molto altro oltre la malattia. Sapeva che Giulia amava l’arte, il mare, la musica dei coldplay, che voleva visitare Siviglia. Era Giulia con la sclerosi multipla e l’allergia alla polvere, era Filippo con la paura dei ragni e il sogno di fare un giro in mongolfiera. Ci sono stati momenti in cui la paura si prendeva tutto e poi l’amore si riprendeva il suo posto, bastava si guardassero un istante per dirsi “ma chi altro mai vorrei se non lei?” “Chi se non lui?”. Bastava chiamare in campo quei cari alleati dell’amore: ascolto, confronto, cura, maturità…per scegliere di restare.  

Sono passati anni e proprio in aeroporto Filippo ha chiesto a Giulia di sposarsi, lo ha fatto con la solita bizzarra ironia:  “la SM non può essere il tuo unico per sempre”. Con queste parole si sono scelti, tra le lacrime e un bacio. Niente è perfetto ma l’ amore sa come avvicinarsi. L’amore sa restare.

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